Dmytro Tchystiak | Canto XXXIII, Paradiso



Dmytro Tchystiak

Dmytro Tchystiak, ucraino legato alla spiritualità ortodossa e segretario dell’Accademia di Arte, Scienza e Letteratura di Parigi, ci porta nel Paradiso dal parco “Parco “Colle di San Vladimiro” di una fredda e ventosa Kiev accanto alla statua di Dante, opera dello scultore Luciano Massari.


Canto XXXIII Paradiso, vv. 1-6

Vergine Madre, figlia del tuo figlio,

umile e alta più che creatura,

termine fisso d’etterno consiglio,


tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti sì, che ‘l suo fattore

non disdegnò di farsi sua fattura.


Commento

Nella Luce della Rosa


In questi tempi difficili Dante Alighieri rimane per noi la Parola in contatto con la Luce Divina, la parola che ci porta Fede, Speranza e Amore, ma soprattutto Amore. Le terzine che vi ho presentato in traduzione ucraina rappresentano le idee rivoluzionarie portate nell'Europa medievale dal vento dei cambiamenti dall'Oriente con le crociate, con la tradizione spirituale dei servitori del Tempio e altre confraternite spirituali. Ricordiamo che la guida di Dante negli ultimi Canti del "Paradiso" è Bernardo di Chiaravalle che fece molto per lo sviluppo dei Templari, grande difensore del culto della Vergine Maria, si crede addirittura che parlasse con Lei e che sia stato ispirato da Lei. Ma Bernardo di Chiaravalle fu anche il destinatario delle lettere inviategli da San Malachia di Armagh, il noto autore della "Profezia dei Papi" che annuncia la lista delle guide della Chiesa prima del ritorno di Cristo nell'Apocalisse. Nella Chiesa cattolica si crede anche che le profezie di Fatima che annunciano i grandi cataclismi potrebbero essere evitati con la consacrazione dell'Impero Russo alla Vergine Maria e le due guerre mondiali non sarebbero accadute se ciò fosse stato fatto in tempo. Questo fu fatto da Giovanni Paolo II poco prima della caduta dell'Unione Sovietica. Sono contento che sulla copertina del mio libro italiano "Mare nella pietra" tradotto da Laura Garavaglia pubblicato da Stefano Donno presso "I Quaderni del Bardo" si possono vedere entrambi, Dante e San Malachia dipinti dal cuore della grande pittrice Inna Kazimirova. Ma già nel XIV secolo le terzine dantesche rappresentavano l'idea rivoluzionaria proveniente dall'Oriente: dopo secoli di condanna del principio femminile della Creazione nella figura di Eva, il Poeta insieme a San Bernardo celebrava la figura della Vergine Maria, calice del Divino Cristo. Questa celebrazione cambiò il volto della cultura e dello stile di vita medievale: dopo l'austerità dell'architettura romana arriva l'elevazione gotica delle cattedrali dedicate alla Madre di Dio, dopo la poesia epica e le descrizioni della vita santa arriva la diversità della letteratura cortese, canzonette per la Bella Signora senza Misericordia non lontane dalle gazzarre per le vergini del paradiso nella poesia sufi, il dolce stilnovo di Guido Cavalcanti. Non "l'amore folle" (fol'amor) ma "l'amore cortese" (le fin'amor) caro ai trovatori che eleva grazie alla figura fisica ma anche divina di Beatrice l'anima di Dante per la "Vita nuova", la nascita in Cristo e lo anima dai più profondi gironi dell'inferno agli empirei dell'amore divino, la rosa che profuma i mondi. Fortunatamente questa tradizione sussiste dopo secoli e i cercatori del Santo Graal, i servi della Rosa e della Croce vivono insieme a noi come vivevano nella Rosa del Paradiso dipinta da Bernardo di Chiaravalle a Dante nella geometria divina grazie a "l'amor che move il sole e l'altre stelle".

the two extracts I have read in Ukrainian in the translation of Professor Maxym Striha:

О Діво-Мати, донько свого Сина,

Смиренна й горда над усі істоти,

Всіх обертань небесних вісь незмінна,

Людській природі додала чесноти

Ти стільки, що Творець сам зголосився

В її творінні гріх перебороти.



Here is my word about the poem:

In the Light of Rose


In these troubled times Dante Alighieri stays for us the Word in contact with the Divine Light, the word that brings us Faith, Hope and Love, but Love especially. The tercets I have presented to you in Ukrainian translation depict the revolutionary ideas brought to medieval Europe by the wind of changes from East with crusades, with the spiritual tradition of servitors of Temple and other spiritual brotherhoods. Let us remember that Dante’s guide in the last cantos of “Paradiso'' is Bernard de Clervaux who did a lot for the development of Templars, great defender of the cult of Virgin Mary, he is even believed to speak with Her and to be inspired by Her. But Bernard de Clervaux was also the addressee of the letters sent to him by Saint Malachy of Armagh, the well-known author of “Prophecy of Popes'' announcing the list of guides of the Church before the return of Christ during the Apocalypse. In the catholic church it is also believed that prophecies of Fatima announcing the great cataclysms could be avoided by the consecration of Russian Empire to Virgin Mary and the Two World Wars would have not happened if that would be done in time. That was done by John Paul II just before the crush of the Soviet Union. I am glad that on the cover of my Italian book “Mare nella pietra” translated by Laura Garavaglia published by Stefano Donno at “I Quaderni del Bardo” you can see both of them, Dante and Saint Malachy painted by the heart of great painter Inna Kazimirova. But already in the 14th century Dante’s tercets were depicting the revolutionary idea coming from the East: after centuries of condemnation of feminine principle of the Creation in the figure of Eve the Poet together with Saint Bernard celebrated the figure of Virgin Mary, chalice of Divine Christ. This celebration changed the face of medieval culture and lifestyle: after the austerity of roman architecture comes the gothic elevation of cathedrals devoted to Mother of God, after the epic poetry and the descriptions of holy life arrives the diversity of courteous literature, canzonas for the Beautiful Lady without Mercy not far from the gazels for virgins of paradise in Sufi poetry, the dolce stilnovo of Guido Cavalcanti. Not “the mad love” (fol’amor) but “the courtly love” (le fin’amor) dear to troubadours that elevates thanks to the physical but also divine Beatrice the soul of Dante for the “Vita nuova”, the birth in Christ and animates him from the deepest circles of hell to the empyreans of divine love, the rose perfuming the worlds. Fortunately this tradition subsists centuries after and the seekers of Holy Grail, the servants of Rose and Cross are living together with us as they were living in the Rose of Paradise painted by Bernard de Clervaux to Dante in the divine geometry thanks to “l'amor che move il sole e l'altre stelle”.

20 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti