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La poesia in stato d'eccezione


Viviamo giorni fuori del comune, il mondo intero seguendo un sentimento che si potrebbe definire primordiale si è rinchiusa in casa con l'intento di rimanere in vita e salvarsi dalla morte. Gli stati sono impotenti, impreparati e mostrano tutti i loro lati inumani, perché messi in condizione di aumentare i propri guadagni. Stati incapaci persino di produrre disinfettanti e mascherine finiscono per avere bisogno di paesi semi-socialisti come Cuba, Cina e Corea del Nord, che disprezzano come miserabili. I paesi che hanno formato unioni come l'UE e la NATO dimenticano i propri scopi e non sono nemmeno capaci di aiutare i vicini più prossimi. Gli ospedali sono insufficienti, i malati sono privi di medicinali e attrezzi, attendono la morte. Lo sfavillante prodotto del capitalismo Las Vegas trabocca di morti sui marciapiedi. Gli Stati Uniti, capitani del mondo, si sono arresi e sembrano dedicare tutte le loro forze a salvare i ricchi, all'inferno i poveri. In Africa i morti aspettano di essere sepolti. E poi la Siria, nel pantano della guerra in cui le grandi potenze si scontrano e gettano la popolazione di quella regione tra le braccia del terrore e della barbarie, spingendola alla morte tra le acque del Mediterraneo. Si può scrivere un romanzo, una storia, si può creare un quadro di fatti come questo?

Certamente. Se un poeta compone anche solo due versi, tutto ciò che stiamo vivendo ci colpisce in faccia con maggiore durezza, un romanziere trarrà un romanzo da questa vergogna, un pittore la disegnerà.

Poesie, romanzi, storie e film sono un mezzo per rivivere e comprendere la misera situazione dell'umanità sconfitta dal virus. Non è così?

Non dimentichiamo che Boccaccio scrisse Decameron durante la peste del 1348, completandolo nel 1353. Le cento storie di dieci donne e uomini sono il prodotto di una reazione all'epidemia.

Ha raccontato l'essere umano disperato, con tutti i suoi lati più naturali, indicando come la vera epidemia fosse la religione e il sistema di sfruttamento di quei tempi, proprio come più tardi farà Camus ne La Peste.

Ora è necessario chiedersi: è più pericoloso il coronavirus o lo sfruttamento dell'uomo verso l'altro uomo? Lo sfruttamento che spolpa l'altro fino al midollo, di quale coscienza ha bisogno, su quale fede si basa?

Rappresentare gli imperialisti che spietatamente ci sfruttano sotto forma di licantropi, vampiri o zombie non è sufficiente. Licantropi, vampiri e zombie non sterminano il genere umano. Il capitalismo che annulla l'essere umano non è più pericoloso e letale del corona virus?

Quante persone muoiono in Africa per malattie, impotenza, fame? Quante persone vivono in strada nelle città più ricche e grandi dell'America? Quante persone sono state uccise?

Un poeta, scrittore o artista, è solo chi usa la penna o crea una finzione con la propria intelligenza, oppure è un rappresentante della lingua in cui scrive, della coscienza degli uomini con cui vive?

Qualunque sia la visione politica di un autore, quello in cui bisogna impegnarsi è ciò in cui si crede e il prossimo con cui si convive.

Non bisogna dimenticare che tutte le arti, testuali e visive, consistono nell'arte di narrare l'essere umano.

Quale arte può essere quella in cui la poesia è ridotta all'invenzione di cui si compone, o in cui un'opera d'arte è solo la materia che la compone? Sarà un'arte amorfa, svuotata e insensata. Anche l'arte più intangibile, la musica, resiste e guadagna senso quando stimola i nostri sentimenti.

Indubbiamente il genere umano si libererà da questa epidemia, ma il vero rischio è quello di consegnarsi ai moderni Caligola e non vedere la peste dentro di noi.

L'opera d'arte che ci colpisce, sia essa musica, poesia, disegno, romanzo, ci colpisce per la verità sul genere umano su cui richiama la nostra attenzione. Perciò in questi giorni di coronavirus ogni artista, scrittore e poeta deve raccontare a modo proprio l'essere umano. Raccontiamolo, lottiamo per il genere umano. Questo mondo appartiene a tutti: persone, animali, piante. Il mondo è affidato alla responsabilità e alla coscienza degli esseri umani. Sarà possibile creare un mondo dove l'uomo viva senza dimenticare di essere fratello delle piante e degli animali solo quando questa coscienza si sarà fatto largo in noi.


Metin Cengiz

Photo by Daniele Levis Pelusi on Unsplash

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