• La casa della poesia

La Poesia e la fascinazione della Vita


Quale sia la mia idea di Poesia? Sicuramente riconosco al poeta la capacitazione di scorgere un oltre; ovvero di trasformare i limiti umani, in opportunità; da questo punto di vista, anzi, le nostre “deficitazioni” ci necessitano imprescindibilmente. Ce lo ha insegnato Leopardi, con la sua celeberrima Siepe. La Poesia (ma in generale tutti i linguaggi artistici) è stata, e sarà sempre, quest'epifania: la concretizzazione di uno spazio altro dove l'essere umano potesse riporre le proprie contrazioni, vedendosele restituire, nelle moltelici forme di una profondità respirante. Ma c'è tantissimo altro, due aspetti in particolare ritengo precipui. Intanto, il fare poesia, avvicina ciascuno di noi alla parte più prossima a ciò che definiamo dignità umana; lo diceva, ricordo, anche Mario Luzi. E per questa ragione, e da questo punto di vista, la Poesia non può che essere, sempre, Poesia civile. Nel rispetto imperante che il poeta riconosce alla vita, infatti, è insita la dimensione sociale; leopardianamente potremmo semplificarla così, il poeta è colui che sfoltisce la siepe dell'indifferenza. Il fine ultimo è restituire laicamente dignità al miracolo della vita, nelle sue molteplici forme, magari proprio quelle più trascurate (o oscurate) della vita di tutti i giorni. Naturalmente il vero poeta, nel suo operare, non solo mette in conto, ma convive col proprio fallimento; ma sta esattamente qui l'insegnamento più alto che appunto riguarda l'agire poetico. Quando un compito inderogabile viene assunto nonostante sia insita la non riuscita dello stesso, proprio da lì si sprigiona quell'energia vitale, la quale, di per se stessa, rende più che preziosa la nostra vita; come un capriolo che pare adempiere a tutta la sua missione, quando fugge via leggero sulle messi in germoglio. E ancora, mi viene in mente Ungaretti che, di fronte alla definizione di maestro, rifuggiva, ricordando anzi, che il vero poeta è colui che eternamente si percepisce piuttosto discepolo, anziché maestro di vita; sta anche qui, credo, il miracolo della Poesia, tanto più vi è grandezza in un poeta, tanto maggiore vi si coglie, cristallina, una umiltà pressochè disarmante. Ecco, nella accezione etimologica di umile, vi è un altro aspetto decisivo di ciò che definiamo Poesia. Umile, ovvero aderente alla terra (ma tendente al soave); c'è un che di primitiva potenza nella poesia che si veste di umiltà. La Poesia è come una morbida stoffa, ripresa nei panneggi di un grande artista; tra le sue pieghe si cela la verità. Ma la parola è impotente, la parola è impotente, e paradossalmente averne piena consapevolezza, significa porgerle su un piatto d'argento, tutta la sua dirompente potenzialità. La possibilità e il grande fascino del limite. Quando, sovente, mi è capitato di rivolgermi alle nuove generazioni per parlare di cosa fosse per me la Poesia, sono quasi sempre partito da una asserzione al limite del provocatorio: la Poesia non serve a nulla, e lo confermo anche qui. Non serve a nulla, ma ci è vieppiù necessaria per garantire qualità alla nostra vita, come l'amore o l'amicizia. In questi questi ultimi anni, chissà da chi, mi è stata offerta l'incomparabile opportunità di frequentare, anche assiduamente, alcuni maestri contemporanei (nel senso ungarettiano del termine), in particolare penso a Giampiero Neri e Guido Oldani. Questi due Poeti, peraltro differentissimi tra loro per mille ragioni, hanno tuttavia almeno un tratto del loro carattere perfettamente consonante, una prorompente gratitudine verso la vita. Averli frequentati, aver condiviso con loro interi pomeriggi discorrendo del più e del meno, ha consegnato nelle mie mani un immenso patrimonio umano di cui avverto, intera, la responsabilità. Gratitudine verso la vita: non ci può essere Poesia laddove non sia presente, in un sorta di binomio inscindibile, volontà fenditrice e rispettoso stupore verso l'afono mistero della vita.

Massimo Silvotti


MASSIMO SILVOTTI Poeta, artista e filosofo. Ideatore di performance e mostre. Direttore del Piccolo Museo della Poesia di Piacenza è membro permanente di Piacenza Musei. Autore dell’ipotesi di Manifesto del Realismo Terminale in pittura.


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