• La casa della poesia

Víctor Rodríguez Núñez si racconta


Questa sera il poeta cubano Víctor Rodríguez Núñez sarà a Como per presentare la sua ultima raccolta, Decollo - Despegue, edita da Raffaelli nella traduzione di Gianni Darconza.

Su La Provincia di Como di oggi il poeta si racconta e racconta la sua opera, in un'intervista condotta da Laura Garvaglia e da lei stessa tradotta in italiano.

Riportiamo qui il testo integrale dell'intervista, seguito dalla sua versione originale (in spagnolo ed inglese).

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Sei cubano, ma ora vivi negli Sati Uniti e hai trascorso gran parte della tua vita in vari Paesi. In che modo questa situazione ha influito sulla tua poesia?

Certamente, il mio status di immigrato e i miei continui viaggi in tutto il mondo influenzano la mia poesia. Non sono sicuro se in modo migliore, ma certo, in modo diverso rispetto a quello che ho scritto quando vivevo a Cuba e viaggiavo meno. Essere fuori dall'isola mi ha permesso, in breve, di sviluppare un'identità, di costruire la persona che sono. Invece di allontanarmi dalla società e dalla cultura cubana, mi avvicino ad esse ogni giorno di più, sono più consapevole della mia appartenenza. Questo sguardo dall'esterno mi ha permesso, allo stesso tempo, di curarmi dal nazionalismo, che è una malattia terribile. Dopo tutto, credo che la vera identità non si raggiunga attraverso la differenziazione, come propone l'ideologia nazionalista, ma attraverso l'identificazione con l'altro. Più viaggio in tutto il mondo, più mi convinco che le differenze tra le persone non sono essenziali.

Cosa pensi delle attuali relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti? Come possono influenzare poeti, scrittori, intellettuali cubani?

Non mi sono fatto molte illusioni con l'apertura delle relazioni tra il governo cubano e il governo americano guidato da Obama. C'è sempre stato un pretesto per annullare i rapporti tra i due paesi e la situazione è questa fin dal trionfo della Rivoluzione nel 1959. Penso che entrambi i governi si sentano a disagio in un contesto di distensione, non sanno cosa fare e con le sue misure Trump è tornato a quella che è la normalità, ossia lo scontro. Penso che ciò che potrebbe interessare gli intellettuali cubani sarebbero delle buone relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti, che sono state un episodio molto breve che ora appartiene al passato, e non la attuale situazione di tensione che stiamo vivendo. Siamo cresciuti in mezzo a questa ostilità, abbiamo fatto il nostro lavoro contro corrente e continueremo a farlo.

In un’intervista hai affermato che sei uno scrittore indipendente. Potresti chiarire questa affermazione?

Sì, cerco di stare lontano sia dalle posizioni degli scrittori ufficiali che da quelle degli scrittori dissidenti di Cuba. Entrambi beneficiano di un contesto estremamente polarizzato, perché gli uni ricevono il sostegno del governo cubano e dell’intellighenzia di sinistra del mondo e gli altri quello di governi potenti come gli Stati Uniti e la Spagna e lo stesso Parlamento europeo, così come da numerose fondazioni e istituzioni di destra. Preferisco rinunciare a entrambi i sostegni e fare tutto a mio rischio anche se per me è duro essere emarginato e a volte sentirmi solo e frainteso. Fortunatamente, sempre più intellettuali cubani hanno optato per l'indipendenza, anche se siamo nel fuoco incrociato tra "rivoluzionari" e "dissidenti". La situazione a Cuba è particolare, il tipo di socialismo che c’è nel Paese è diverso dal vero socialismo e gli schemi europei non aiutano a spiegare le cose.

Il tuo ultimo libro di poesie “Decollo – Despegue” racconta un viaggio nei luoghi in cui hai vissuto. Ma lo stile è diverso da quello dei tuoi precedenti libri. Cosa ha portato a un cambiamento del tuo stile?

Più di un decennio fa ho capito che non potevo continuare a scrivere come prima, perché non volevo ripetermi e volevo continuare a esplorare le possibilità espressive. Tra i cambiamenti più significativi è stato quello di fare a meno dell'uso di lettere maiuscole. Questo, insieme alla rinuncia alla punteggiatura come avevo fatto sin dall’inizio, crea un discorso poetico senza confini. Mi rifiuto di controllare il lettore, voglio che sia libero, che partecipi alla creazione del significato. A questo si aggiunge l'uso di ellissi, quei buchi neri nel testo, che il lettore deve riempire con la sua antimateria. Infine vorrei dire dell’uso dell’enjambement non solo dei versi, ma anche delle strofe e delle poesie che consente una maggiore fluidità al discorso. Per me l’ideologia di una poesia è nella sua forma, non in quello che dice ma in come lo dice.

Potresti spiegare il tuo processo creativo nello scrivere poesie?

Da più di dieci anni il mio modo di scrivere è cambiato radicalmente. Prima dovevo addirittura visualizzare la struttura di una poesia prima di scriverla, cosa che in ultima analisi limitava le mie possibilità di espressione. Quello che faccio adesso è scrivere ogni giorno senza avere niente in mente, cioè, annoto semplicemente ciò che sento e penso. Essere poeta per me significa stare attento a ciò che accade in te e nel mondo, senza lasciare che sfugga ciò che è ricco di significato. Quando un quaderno è pieno di note, lo conservo e poi, a un certo punto, inizio a scrivere sul computer. Talvolta in una pagina si salva un solo verso mentre a volte da un verso esce un’intera pagina. La cosa importante è il dialogo tra la persona che ero quando ho preso quella nota e la persona che sono quando la trascrivo. Finora dentro ciascuno di quei quaderni, ho sempre trovato un libro, con una struttura ben definita.

Tu sei anche critico letterario e hai scritto saggi su Gabriel García Márquez. Pensi che il realismo magico abbia influenzato il tuo lavoro?

Sono nato e cresciuto in un mondo che visto dalla prospettiva eurocentrica è magico perché la sua ragione non riesce a spiegarlo. Cioè, è necessaria una ragione alternativa, un altro tipo di ragione, per rappresentare la mia realtà, la mia esperienza. Questo modo di pensare e di creare è stato chiamato "realismo magico" e García Márquez è senza dubbio il più importante dei suoi rappresentanti. Per me è stato un modello intellettuale e all'inizio della mia carriera di poeta ho studiato con devozione il suo giornalismo. Non smette mai di stupirmi il fatto che questo razionalismo eurocentrico sia ancora così presente e che alcuni critici spagnoli oggi si riferiscano alla mia opera come “irrazionalismo poetico Latino Americano”. Senza dubbio ci sono motivi che la ragione occidentale non capisce e questo è un buon materiale per la poesia.

Cosa pensi dei Festival di poesia? Credi che siano un buon modo di permettere alla gente di conoscere la poesia contemporanea?

La crescita dei Festival, che è un fenomeno mondiale, mette in evidenza la dimensione orale della poesia. Il fatto che molte persone partecipino ai recital e non acquistino libri non dovrebbe stupire nessuno. L'associazione della poesia con il libro e la letteratura è relativamente recente e congiunturale. Cioè, la poesia esisteva prima della nascita dei libri e della letteratura e sono sicuro che esisterà anche dopo , seguendo altri percorsi. Di tutte le definizioni che sono state date alla poesia la più povera è quella che la definisce un genere letterario, perché la poesia è nata prima della scrittura. Credo che la poesia sia esistita e che esisterà sempre perché è la fondamentale risposta umana alle avversità della natura e della società. Ed è sempre stata e sarà rivoluzionaria perché si oppone a qualsiasi ideologia, poiché snatura tutto e soprattutto ciò che è artificiale.

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You are Cuban, but you now live in the USA and you spent most of your life in different countries. How has this situation influenced your poetry?

Por supuesto que mi condición de inmigrante, y mis viajes continuos por el mundo, influyen en mi poesía. No estoy seguro que la hagan mejor, pero eso sí, distinta de la que escribí en Cuba y cuando viajaba menos. Estar fuera de la isla me ha permitido, en definitiva, desarrollar una identidad, construir la persona que soy. En vez de alejarme de la sociedad y cultura cubana, me acerco cada día más, soy más consciente de mi pertenencia. Esa mirada desde fuera me ha permitido, al mismo tiempo, curarme del nacionalismo, que es una terrible enfermedad. Al fin y al cabo creo que la verdadera identidad no se logra por medio de la diferenciación, como propone la ideología nacionalista, sino por identificación con el otro. Mientras más viajo por el mundo más me reafirmo en que las diferencias entre las personas no son esenciales.

Of course, my immigrant status and my continuous trips around the world influence my poetry. I'm not sure if they make it better, but it is different from what I wrote in Cuba and when I was traveling less. Being off the island has allowed me, in short, to develop an identity, to build the person I am. Instead of distancing myself from Cuban society and culture, I get closer to it every day, I am more aware of my belonging. This look in from the outside has allowed me, at the same time, to be cured of nationalism, which is a terrible disease. After all, I believe that true identity is not achieved through differentiation, as the nationalist ideology proposes, but through identification with the other. The more I travel around the world the more I reaffirm that the differences between people are not essential.

What do you think about the new political and economic relations between Cuba and USA, about the last economic restrictions introduced by Trump? How can they influence the poets, writers, intellectuals in Cuba?

Yo no me hice muchas ilusiones con la apertura de relaciones entre el gobierno cubano y el gobierno estadounidense liderado por Obama. Siempre se ha buscado algún pretexto para malograr las relaciones entre ambos países y en esa estamos casi desde el triunfo de la Revolución en 1959. Creo que ambos gobiernos se sienten descolocados en un contexto de distensión, no saben realmente qué hacer, y con sus medidas Trump ha retornado a la normalidad, o sea al enfrentamiento. Creo que lo que podría afectar a los intelectuales cubanos serían las buenas relaciones entre Cuba y USA, que fueron un brevísimo episodio y ya parte del pasado, y no la actual situación de tensión que vivimos. Hemos crecido en medio de esa hostilidad, hemos hecho nuestras obras a contracorriente, y lo vamos a seguir haciendo.

I did not have many illusions with the opening of relations between the Cuban government and the US government led by Obama. There has always been a pretext to undo relations between the two countries and that is almost since the triumph of the Revolution in 1959. I think both governments feel dislocated within a context of detente, they don’t really know what to do, and with his measures Trump has returned to what’s normal, which is confrontation. I think that what could affect Cuban intellectuals would be good relations between Cuba and the USA, which were a very brief episode and now part of the past, and not the current situation of tension that we are experiencing. We have grown up in the midst of that hostility, we have done our work against the current, and we will continue to do so.

In an interview you stated that you are an independent writer. Can you clarify this statement?

Sí, busco guardar distancia tanto de las posiciones de los escritores oficiales, como de las de los escritores disidentes de Cuba. Ambos se benefician en un extremadamente polarizado contexto, porque los primeros reciben el apoyo del gobierno cubano y de la intelectualidad de izquierda de todo el mundo, y los segundos, de gobiernos poderosos como el de Estados Unidos y España y el mismísimo Parlamento Europeo, así como numerosas fundaciones e instituciones de derecha. Yo prefiero declinar ambos patrocinios y hacerlo todo por mi cuenta y riesgo, aunque me cueste ser marginado y sentirme a veces solo e incomprendido. Por fortuna, cada vez somos más los intelectuales cubanos que hemos optado por la independencia, aunque estemos bajo el fuego cruzado de “revolucionarios” y “disidentes”. La situación en Cuba es particular, el tipo de socialismo que allí se da es diferente del socialismo real, y los esquemas europeos no ayudan a explicar las cosas.

Yes, I seek to keep my distance from both the positions of the official writers and those of dissenting writers from Cuba. Each benefits in an extremely polarized context, because the former receive the support of the Cuban government and the left intelligentsia of the world, and the latter, of powerful governments such as the United States and Spain and the European Parliament itself, as well as numerous foundations and institutions on the right. I prefer to decline both sponsorships and do everything at my own risk, although it’s hard for me to be marginalized and sometimes feel alone and misunderstood. Fortunately, more and more Cuban intellectuals have opted for independence, even though we are in the crossfire between "revolutionaries" and "dissidents". The situation in Cuba is particular, the type of socialism that arises there is different from real socialism, and European models do not help explain things.

With your latest book, "Despegue", you've won the prestigious Loewe Foundation Award. These poems trace a journey through the places where you lived. But the style is different from your previous poetry books. What's brought a change in your style?

Hace más de una década me di cuenta de que no podía seguir escribiendo como hasta entonces, porque no quería repetirme y quería seguir explorando las posibilidades expresivas. Entre los cambios más significativo ha estado renunciar al uso de las mayúsculas. Esto, junto a prescindir de los signos de puntuación como había hecho desde el principio, produce un discurso poético sin bordes. Me niego a controlar al lector, y quiero más bien que sea libre, que participe en la creación de sentido. A esto se une extensivo el uso de la elipsis, esos agujeros negros en el texto, que el lector debe llenar con su antimateria. Por último, nombraría el recurso del encabalgamiento, no solo de los versos sino además de las estrofas y hasta de los poemas, que permite una mayor fluidez cel discurso. Para mí, la ideología de un poema está en su forma, no en lo que dice sino en cómo lo dice.

More than a decade ago I realized I could not keep writing as before, because I did not want to repeat myself and I wanted to continue exploring expressive possibilities. One of the most significant changes has been to renounce the use of capital letters. This, together with dispensing with punctuation marks, like I’ve done from the beginning, produces a poetic discourse without borders. I refuse to control the reader, and I want them to be free, to participate in the creation of meaning. To this is added the use of ellipsis, those black holes in the text, which the reader must fill with their antimatter. Finally, I would say the poetic device of enjambment, not only of the verses but also of the stanzas and even of the poems, which allows a greater fluidity of speech. For me, the ideology of a poem is in its form, not in what it says but in how it says it.

Could you explain what your creative process is in writing poetry?

Desde hace también más de una década mi método de escribir ha cambiado radicalmente. Antes tenía que incluso visualizar la estructura de un poema antes de escribirlo, lo que en última instancia limitaba mis posibilidades de expresión. Lo que hago ahora es ecribir a mano cada día sin tener nada en mente, es decir, simplemente tomo notas sobre lo que siento y pienso. Ser poeta, para mí, es estar atento a lo que pasa, en ti y en el mundo, y no dejar escapar nada significativo. Cuando una libreta se llena de notas la guardo y, en un determinado momento del futuro, empiezo a pasarla a la computadora. A veces, de una página se salva un verso, y otras, de un verso sale una página. Lo importante es el diálogo entre la persona que fui cuando tomé la nota y la persona que soy cuando la transcribo. Hasta la fecha, siempre he encontrado un libro, con su estructura bien definida, dentro de cada una de esas libretas.

For more than a decade now my method of writing has changed radically. Before I had to even visualize the structure of a poem before writing it, which ultimately limited my possibilities of expression. What I do now is to write by hand every day without having anything in mind, that is, I simply take notes about what I feel and think. Being a poet, for me, is being attentive to what is happening, in you and in the world, and not letting anything meaningful escape. When a notebook is filled with notes I keep it and, at a certain point in the future, I start to write it out on the computer. Sometimes one verse is saved from a page, and sometimes an entire page comes out of one verse. The important thing is the dialogue between the person I was when I took the note and the person I am when I transcribe it. To date, I have always found a book, with its well-defined structure, inside each of those notebooks

You are also a literary critic. You wrote about Gabrile García Márquez. Do you think that magical realism has influenced your work?

Yo nací y crecí en un mundo que, desde la perspectiva eurocéntrica, es mágico porque su razón no alcanza a explicarlo. O sea, se necesita una razón alternativa, otra razón, para representar mi realidad, mi experiencia. A ese manera de pensar y de crear se le ha dado en llamar “realismo mágico”, y García Márquez es sin duda el más destacado de sus cultivadores. El ha sido para mí un modelo de intelectual y al inicio de mi trayectoria como poeta estudié con devoción su periodismo. No deja de sorprenderme que ese racionalismo eurocentrista perviva y algunos críticos españoles de hoy se refieran a mi obra como representativa del “irracionalismo poético latinoamericano”. Sin dudas, hay razones que la razón occidental no entiende, y esto es un buen material para la poesía.

I was born and grew up in a world that, from the Eurocentric perspective, is magical because its reason does not manage to explain it. That is, an alternative reason is needed, another kind of reason, to represent my reality, my experience. This way of thinking and creating has been called "magical realism", and García Márquez is undoubtedly the most outstanding of its cultivators. He has been for me an intellectual model and at the beginning of my career as a poet I studied his journalism with devotion. It never ceases to amaze me that this Eurocentric rationalism pervades and some Spanish critics today refer to my work as representative of "Latin American poetic irrationalism." Undoubtedly, there are certain reasons that Western reason does not understand, and this is a good material for poetry.

You have been invited to the most prestigious poetry festival all over the word. What do you think about poetry festivals? Do you think they are a good way to allow people to know contemporary poetry?

El auge de los festivales, que es un fenómeno mundial, pone en evidencia la condición oral de la poesía. El hecho de que la gente acuda masivamente a los recitales y no compre los libros no debería sorprender a nadie. La asociación de la poesía con el libro, y la literatura, es relativamente reciente y coyuntural. O sea, la poesía existía antes del surgimiento del libro y la literatura, y estoy seguro que va a existir después, encarnar en otros soportes materiales. De todas las definiciones de la poesía, la más pobre es que sea un género literario, porque incluso resulta anterior a la escritura. Yo creo que la poesía ha existido y existirá siempre porque es la respuesta humana básica ante la adversidad natural o social. Y siempre ha sido y será revolucionaria porque se opone a toda ideología, ya que desnaturaliza todo y sobre todo lo artificial.

The rise of festivals, which is a worldwide phenomenon, highlights the oral condition of poetry. The fact that people go massively to recitals and do not buy books should not surprise anyone. The association of poetry with the book, and literature, is relatively recent and conjunctural. That is, poetry existed before the emergence of books and literature, and I am sure that it will exist afterwards, incarnating in other material ways. Of all the definitions of poetry, the poorest is that it is a literary genre, because it precedes writing. I believe that poetry has existed and will always exist because it is the basic human response to natural or social adversity. And it has always been and will be revolutionary because it is opposed to any ideology, since it denaturalizes everything and, above all, what is artificial.

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