Concorso E/STATE TRA I VERSI: Alessandra Corbetta recensisce "Il lago e una donna" di Simone Lucchetti

Il lago e una donna è la prima pubblicazione di Simone Lucchetti, classe 1986.

 

In effetti, scorrendo i versi che animano l’opera, è evidente come lo slancio deciso verso una poetica fatta di ironia e concretezza, vada ancora calibrato e raffinato.

Eppure l’antologia di Lucchetti è da premiare proprio per questo tentativo convinto di perseguire una strada ben solcata nella mente dell’autore e volta a rendere la possibile aulicità della tematica amorosa un fatto quotidiano, una faccenda di tutti i giorni che, nella sua materializzazione convinta, non perde di importanza ma, al contrario, ne acquisisce.

 

Come dichiara il poeta stesso in una pagina introduttiva, l’ispirazione scatenante l’opera arriva da un avvenimento di cronaca ambientale, se così lo si può definire: il 23 settembre 2015 un’impetuosa folata di vento sradica un faggio secolare, vissuto sulla cima del monte Cornizzolo per oltre trecento anni; non una pianta qualunque, dice lo stesso Lucchetti, ma un faggio monumentale, adorato dalla gente (tra cui l’autore medesimo) e dal pittore Segantini che, si racconta, molto amasse riposare alla sua ombra.

L’episodio, già di per sé intriso di anelito poetico, diventa lo spunto per un parallelismo non inedito ma con novità argomentato, quello tra il faggio e il vento da una parte, e l’innamorato e l’amata, fuggita-che fugge, dall’altra.

Un amore, come si diceva, spogliato di ogni sua componente pomposa o retorica e tolto dall’etere per essere ben impiantato nella terra e, dunque, nella fattuale caducità delle cose, non meno pregevole e non più effimera dell’astratto pensar sentimentale; un movimento, questo, opposto a quello del faggio, obbligato a passare dall’assodata concretezza terrena, al volo tormentato via aria.

 

In un evidente sforzo di recupero di una parte della poetica del Gozzano, quella che prende sottobraccio la signorina Felicita e le dame intente nella nobile degustazione delle delizie pasticcere, Lucchetti prova più volte, a chiusura dei componimenti, il colpo a effetto, volto a sorprendere e immortalare il lettore in uno scatto composto di rime e ironia; e, in diversi casi, ci riesce, ad esempio con “Ripagando un vecchio debito”: Credi davvero/ non possa imparare/ il moto dei corpi/ (il rettilineo non esiste),/ la dinamica del tuo,/ dove va la luce rifratta,/ la legge di Archimede?/ Si cambia tutto nella vita./ Dipende da chi te lo chiede; oppure in “Aiutando i rospi ad attraversare la strada”: Una favola moderna,/ dove i rospi/ rimangono rospi,/ dove non c’è principe./ Ad amare così, ora so,/ c’è solo del guadagno./ Uscimmo a riveder le stelle?/ Meglio: fammi riveder lo stagno!

Ogni poesia, dedicata a una lei tangibilissima eppure inafferrabile, è correlata a squarci del lago di Como, dimensione cara e nativa per l’autore; anche le suggestioni paesaggistiche vengono però destrutturate della loro componente di potenza trascendente, per essere sfondi in atto di circostanze drasticamente oggettive.

 

La leggerezza lucida e volutamente cercata del poetare di Lucchetti ha come primo destinatario l’autore stesso, nella sua condizione di uomo innamorato e di poeta. L’arma sottile del riso appena accennato e, talvolta, sarcastico, è diretta infatti sull’imprescindibile finitudine e imperfezione di tutte le cose. L’amore, così come la poesia, sfuggono dalle mani dell’autore e seguono il loro corso, a tratti incomprensibile, a tratti analizzabile, ma pur sempre foriero di suggestione, proprio come il regale faggio soffiato con prepotenza via. E non si può che provare compassione e comprensione per la pianta, per l’amore, per se stessi.

L’assenza di lirismo, quello pedante, insieme alla presenza di una lirica costruita e farfallina, avvicina l’esperienza personale intrisa nei versi di chi scrive a quella generale sgorgante dai versi di chi legge.

Un connubio che non può che rendere degno di menzione Il lago e una donna, Augh Edizioni 2017.

 

 

 

SIMONE LUCCHETTI, nato nel 1986, vive a Maslianico.

Laureato in Valorizzazione Culturale del Territorio e del Paesaggio, lavora nella promozione

territoriale e scrive cercando di muoversi nello stesso ambito, unendo emozioni personali a

esperienze di viaggio e luoghi reali.

Il lago e una donna (Augh Edizioni, 2017) è la sua prima pubblicazione.

 

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