Le api dell’invisibile - Riccardo Magni

04/07/2018

 

 

La poesia di Riccardo Magni nutre in seno un’interessante contraddizione.

Nei suoi versi trapelano a fasi alterne due volti, che, pur escludendosi vicendevolmente, vanno di fatto a costruire la sua personalità unica. In questo modo possiamo percepire nei suoi componimenti la voce di un ragazzo che ancora non ha raggiunto i vent'anni e che si lascia sfiorare dalle emozioni comuni ai giovani della sua età. D’altra parte però tra i versi fa capolino un’erudizione, mai sfacciata, ma sicuramente sintomo di un fare poesia laborioso, studiato, attento al dettaglio: un lavoro artigianale tipico di chi è avvezzo a quest’arte ormai da tempo. Così, ad un primo impatto, vi sarà facile ricondurre i componimenti con cui oggi si presenta alla nostra rubrica nei due gruppi che ho individuato.

Eppure, come sempre, la poesia ha modo di stupirci. Riccardo Magni infatti affronta il tema dell’amore giovanile con uno sguardo velato da ricordi che affondano in un tempo mitico: è lo sguardo di qualcuno che ha amato e che amerà, ma che forse nel presente del lettore ancora non ama. I suoi versi non ci offrono il ritratto di un ragazzino in balia della passione, ma piuttosto di un giovane uomo che guarda alla figura della sua amata, angelicata come la tradizione stilnovista insegna, come a qualcosa di perduto o di troppo lontano per poter essere afferrato. C’è malinconia, c’è nostalgia e sicuramente c’è il desiderio che il ricordo si tramuti in un futuro possibile. Le stesse sensazioni collegano il componimento Stasera ai seguenti Amore e Psiche e Humanitas: permangono in ciascuno di questi le sensazioni di possibilità ancora irrealizzate o di ricordi lontanissimi nel tempo. I suoi versi esistono in un momento di transizione, tutto trattenuto nel tempo di un sospiro, a metà strada tra sogno e realtà.

Attraverso viaggi in terre lontanissime, nel tempo e nello spazio, o con parole che danno vita alla materia statica di una scultura, oppure «davanti ai cancelli arrugginiti/d’un vecchio teatro» estremamente concreti, la poesia di Riccardo Magni sana le sue stesse contraddizioni. La sua poesia ricongiunge il profumo antico della storia e l’amore per l’arte e la letteratura al sentire fragile di un ragazzo che nei suoi versi ancora cerca se stesso con costanza e ammirabile passione. La poesia diventa per lui la strada maestra attraverso cui guardare alla propria crescita personale, alla meraviglia di una giovane vita che ancora è tutta in costruzione, senza edulcorare troppo quelle inevitabili contraddizioni che rendono in fin dei conti la sua poesia vera e la sua voce del tutto credibile.

 

 

Stasera

Stasera t'ho cercata,

dinnanzi le porte della notte,

davanti ai cancelli arrugginiti

d'un vecchio teatro.

Le luci erano spente,

il cuore era acceso,

le parole del copione

erano ormai perdute nel vento.

Ricordo di anni fa.

Tu, nella nebbia di dicembre,

apristi le ali,

mi volasti dentro,

nelle vene e nell'anima;

la tua chioma di fuoco,

i tuoi occhi di cielo

erano il primo pensiero

soffiato dall'alba,

l'ultima cometa

caduta dal rossore del tramonto.

E tu dove sei?

Ad aspettarmi al solito bar?,

sull'altalena su cui ti dondolavi

a sedici anni,

sotto la pioggia di coriandoli

lanciati a carnevale?

Il telefono non lo guardo nemmeno più.

È silenzioso senza le tue parole

e le tue domande.

L'amore nasceva in noi

ed io crescevo,

tu crescevi.

Stasera.

Stasera t'ho cercata,

tra le pieghe dell'anima,

nelle idee che stanno oltre Urano

e che sopravvivono a Crono.

Stasera continuerò a cercarti,

oltre le porte del giorno.

 

 

Amore e Psiche

Statica passione

incatenata alla prigionia d'un eterno istante.

Pietra che respiri

e che canti una storia lontana.

Un bacio rubato arrestato dal tempo

non si è mai realizzato nell'essere

che sempre passato diviene.

Una scintilla si accese nel cuore,

in un fulmineo attimo senza fine;

il tempo si fermò nell'anima antica

e Amore mai più volò via dalle sue scelte.

 

 

 

Humanitas

Sei la torre di Babilonia in procinto di crollare,

il giardino pensile invaso dal sole e dal profumo di mirto,

il tempio innalzato un tempo tra i perpetui moti del mare.

Le meraviglie stanno al di là di Thule,

dietro le rose del deserto che devi attraversare

per raggiungere i Campi Elisi e le acque sacre del Lete,

dove serena le tue membra potrai finalmente posare.

L'aedo canterà ancora la storia più antica,

di un viaggio in terre lontane intrapreso solo per ritornare.

Sentirai i profumi degli empori di Smirne

e toccherai la seta delle vie d'oriente

che si snodano per terre lontane e mai conosciute,

svelerai gli enigmi di Pitagora, saprai quelli d'Orfeo

e le tue labbra potranno bere ancora il nettare della vita,

l'ambrosia della luce, il fuoco dell'amore,

fosse anche solo tra i moti dell'anima,

tra i sussulti del cuore.

 

Nota Biografica

Riccardo Magni nasce a Milano il 10 maggio del 1998 e vive ad Abbiategrasso, dove frequenta le scuole elementari e medie. Per gli studi superiori si iscrive al Liceo classico Alessandro Manzoni di Milano e attualmente frequenta la facoltà di Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Milano.

Nel 2017, tre sue opere inedite vengono pubblicate sulla prestigiosa Enciclopedia di Poesia Contemporanea volume 7, della Fondazione Mario Luzi.

Ama la letteratura greca e latina, il teatro, la musica e soprattutto comporre poesie.

 

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