Marc Kelly Smith

04/26/2019

 

 

 

MARC KELLY SMITH – CHICAGO, USA, 1949

 

BIOGRAFIA

Padre fondatore del movimento internazionale Poetry Slam, ha iniziato la sua divulgazione poetica nella Chicago degli anni '80, organizzando serate di cabaret e open mic. Tale disciplina poetica si è consolidata nel 1986 e, gradualmente, si è diffusa su scala internazionale, coinvolgendo più di 2000 Città.Primo esempio di poesia performativa, la sua, coinvolge, comunica ed emoziona.

 

 

 

PICCOLO RAGAZZO

 

Questa era la pioggia… (fa tintinnare alcune chiavi) … questo era il

tuono… (Bang!) … e questo (zing zing lungo le chiavi) i

punti elettrostatici che si intrecciano di tanto in tanto nella grigia oscurità

crescente che stringe il cielo.

 

Questo era il blu acceso…

…il sole.

I passi di un ragno.

Luce su un pluviale.

Perle sulle scaglie di vernice.

Che si staccano dallo stagno.

 

Questa era la luna,

Che si dissolveva alla finestra

Avvolgendo un’ombra,

Un passaggio di aria.

 

Sposta le tende

Bianco puro del davanzale in legno

Bagnato sul vialetto

Catturato in un giro.

 

Questo era il pianto

Che chiamava a mezzanotte.

Un pianto senza voce

Che chiamava dentro.

 

Questi erano i passi.

Qualcuno stava arrivando.

Nessuno da ascoltare.

Nessuno di cui prendersi cura.

 

Lui era un piccolo ragazzo.

Che scappava dal padre.

Lui era un padre.

Che inseguiva il figlio.

 

Loro erano un momento

Catturati in una foto.

Catturati nella luce del sole.

Catturati in un giro.

 

Ecco il prato verde

Sotto alla luce del sole.

Verde è l’impero

Delimitato dai cammini.

Eccolo che corre

Veloce attraverso le foglie rosse

Che cadono in autunno

In un mucchio.

 

Volto di tutta la luce del sole

Passato attraverso le corsie

Preso all’emergenza,

Emergenza della luce.

 

Questo è il volto luminoso,

Il volto di ottobre

L’estate che corre

Fantasmi indiani.

 

Ecco le foglie spazzate

Al mattino brinate.

Al tramonto arricciate.

Arricciate nel fumo.

 

Questo è il vestito allacciato

Veste della nevicata

Che fiocca su di lui

E cade dentro.

 

Lui era un piccolo ragazzo

Che scappava dal padre.

Lui era un padre

Che inseguiva il figlio.

 

Loro erano un momento

Catturati in una foto.

Catturati nella luce del sole.

Catturati in un giro.

 

Questa era la pioggia.

Questo era il tuono.

Questo era il lampo.

Che cuce il cielo.

 

Adesso arriva l’oscurità.

Appoggiata al chiaro di luna.

Oltre le stelle.

Mentre volge verso l’alto

 

 

 

MUSICISTA DI STRADA

 

Un musicista si distingue all’angolo di una strada e inizia a suonare

melodie… melodie

attraverso le foglie

come un grosso gatto che si arrampica

melodie

testando ogni ramo più alto.

allungando una zampa nera

per prendere una nota

in cima all’albero.

Melodia.

 

Il musicista suona il suo corno

e fa turbinare dalla campana

un motivo di sciarpa blu

fluttua dentro il lampione

come la lucentezza di atteggiamenti solitari.

Una voce

in cima all’albero.

Melodia.

 

Adesso, questo musicista… puoi chiamarlo Gatto,

Gatto soffia l’Inno del Corno Blu

tirando giù l’orlo

da un cappello blu

giocando con le cose come se fossero

mute.

Un piccolo suono catturato nella sua gola.

Mutato.

Le cose come sono con una differenza,

una differenza in tutto quello che fa.

 

Oh questo Gatto, Gatto soffia l’Inno del Corno Blu,

Indossando il cappello blu,

Le cose del cappello blu così come sono,

Salta attraverso la luna di panna e la mezzanotte

Un suono che dice,

“È l’amore,

È l’amore che lo sta facendo a pezzi.”

 

Oh, è solo un ragazzo,

Un ragazzo all’angolo della strada solitaria

Sperando di poter spingere

Alla donna nella luce della finestra

La musica che suonerebbe

Se potesse prenderla

In quella nota impossibile.

Suonala come un anello di Saturno che oscilla attorno a Marte.

Suonala alla finestra tre appartamenti sopra

Chiaro di luna, vento di lago, alberi nel cortile che ondeggiano,

Piante in vaso verdi, schermi estivi,

I volti di Coltrane, Brown, e Adderley

Si mischiano nei suoni della notte

Con i propri ritmi cardiaci.

 

Oh, questo ragazzo, come un grosso gatto che si arrampica

Camminando sul cornicione di pietra

Pensa. Lui pensa

Se solo potesse muovere le sue mani

A partire dalla pianta dei suoi piedi,

Accarezzare la sua pancia,

Baciarla fino alla morte.

Un fuoco blu che si sprigiona dalla sua testa.

Una fiamma nella sua lingua che la congela

In un lasso di tempo che non vuole lasciar perdere.

 

Lui pensa.

Questo è il grido. Questo è il lamento.

Questa è l’unica nota che non riesco a trovare da sola.

Quindi prendila. Prendi da me la luna di panna,

Il vento folle, la mezzanotte.

Prendi tutto quello che c’è e che ci sarà.

Prendi tutto quello che c’è e che ci sarà.

 

E così una mattina lei lo fece

E nella gialla luce mattutina

Lui trovò:

 

Le sue labbra blu separate

Sulla sua pancia fredda.

Luci blu che girano

In un cielo bruciato.

Lo stoppino di una fiamma sulle cime degli alberi

 

Raffreddatosi.

 

 

 

IL CAPPOTTO DI MIO PADRE

 

Sto indossando il cappotto di mio padre.

Lui è morto. Non mi piaceva,

Ma indosso il cappotto.

 

Sto indossando il cappotto di mio padre,

Che è morto. Non mi piaceva,

Ma indosso il cappotto lo stesso.

 

Un uomo più giovane, fermandomi per strada,

Mi ha chiesto,

“Dove hai preso un cappotto del genere?”

 

Rispondo che era di mio padre.

Ora andato, morto.

L’uomo più giovane si zittisce.

 

Non è che adesso stia provando

Ad essere orgoglioso di mio padre.

Non mi piaceva.

Era un uomo limitato.

 

C’erano molte cose che avrebbe potuto fare di più.

C’erano molte cose che avrebbe dovuto cercare di capire.

 

Il cappotto gli stava bene.

Adesso sta bene a me.

Non lo amavo,

Ma indosso il cappotto.

 

La maggior parte di noi si mostra l'un l'altro

Mode di chi siamo.

A volte abbottonati al collo.

A volte sovrastimati.

A volte sorprendiamo anche noi stessi

In abiti che non avremmo mai sognato di indossare.

 

Indosso il cappotto di mio padre.

E mi sembra

Che questo è il modo in cui molti di noi

Ci conosciamo a vicenda –

In cappotti che abbiamo preso

Per essere nostri.

 

 

 

LEGAME NOTTURNO

 

Premi un pulsante.

Accendi un interruttore.

Orologi, cronometri pronti?

Braccia e gambe, siete pronte?

Mendicanti ciechi, le vostre tazze tintinnanti sono pronte?

 

Okay,

Quiiii quiiiiiiiiii quiiiiiiiiiiiiiiiii

Arrivano!

 

La folla si muove dallo stand degli hot dog

Dal fiorista economico.

Dal lustrascarpe

Dal barbeque di pollo,

            pollo che diventa saliva

            seguendo il retro delle teste

            attraverso le gallerie

                       che incanalano

                                   il mondo.

 

Poi, dai loop, il calore umano cade.

Il ferroviere chiama,

“Novantanovesimo!

Centoundicesimo!

Belmont! Cottage Grove!

Kennsington! Kennsington!”

 

Dieci pulsanti vengono premuti.

Dieci interruttori vengono accesi.

Scendere. Salire.

Salire. Scendere.

Tossire. Starnutire. Ansimare. Soffocare.

 

Il treno si spinge in avanti.

La gente cade.

Un uomo anziano sputa sul pavimento.

E dice,

 

“Mi ricordo

Quando i bambini

Correvano lungo i binari

Pompando le loro braccia

Cercando di fischiare

            cercando di fischiare

                       cercando di fischiare…”

 

Fischiare! Fischiare! Fischiare!

 

Cento milioni di pulsanti premuti.

Duecento milioni di interruttori accesi.

Ferrovieri. Cervelloni. Ingegneri.

Ingranaggi. Corpi. Menti spezzate.

 

Le ruote gemono.

I fischi ululano.

I ragazzi sbuffano al cielo canuto

Corrono lungo i binari

            come bastoncini neri animati

                       contro un cielo rosso arancio.

            come bastoncini neri animati

                       contro un cielo rosso arancio.

 

Come storti sussurri di fumo.

                       storti sussurri di fumo.

 

Legame notturno.

È finita.

 

 

Traduzioni dall’inglese di Alessia Ciboldi, revisione di Laura Garavaglia

 

_

 

BIOGRAPHY

Founder of the International Poetry Slam movement, he started his poetic divulgation in the Chicago of the 80s, organizing cabaret and open mic nights. This poetic discipline was consolidated in 1986 and gradually spread on an international scale, involving more than 2,000 cities.As a first example of performative poetry, his involves, communicates and excites.

 

 

 

SMALL BOY

 

This was the rain ... (he tinkles some keys) ... this was the thunder ... (Bang!) … and this (zing zing along the keys) the electro-static stitches knit now and again in the gray growing darkness gripping the sky.

 

This was the bright blue ...

... the sun.

Steps of a spider.

Light on a downspout.

Beads on the paint flakes

Peeling off tin.

 

This was the moon

Dissolving in the window

Wrapping a shade,

A passage of air.

 

It moved the curtains

Sheer white from the wood sill

Wet to the alley

Caught in a spin.

 

This was the cry

Calling at midnight.

Voiceless a cry

Calling within.

 

These were the footsteps.

Someone was coming.

No one to listen.

No one to care.

 

He was a small boy

Running from father.

He was a father

Running to son.

 

They were a moment

Caught in a photo.

Caught in the sunlight.

Caught in a spin.

 

Here is the green lawn

Under the sunlight.

Green is the empire

Bounded by walks.

 

Here he is running

Fast through the red leaves

Falling in autumn

Into a pile.

 

Face of all sunlight

Passage through gangways

Taken at emergence,

Emergence to light.

 

This is the bright face,

Face of October

Racing the summer

Indian ghosts.

 

Here are the brushed leaves

Frosted at morning.

Curling at sunset.

Curling in smoke.

 

This is the laced gown

Garment of snowfall

Flaking upon him

Falling within.

 

He was a small boy

Running from father.

He was a father

Running to son.

 

They were a moment

Caught in a photo.

Caught in the sunlight.

Caught in a spin.

 

This was the rain.

This was the thunder.

This was the lightning

Stitching the sky.

 

Now comes the darkness.

Backing the moonlight.

Beyond it the stars

Spinning on high.

 

 

 

STREET MUSICIAN

 

A musician stands out on a street corner and begins to play

melodies … melodies

up through the leaves

like a big cat climbin'

melodies

testin' each branch higher.

reachin' out a black paw

to catch a note

high in the tree.

Melody.

 

The musician blows his horn

and makes an air of blue scarf

swirl out of the bell

floats into the street light

like a sheen of lonely attitudes.

One voice

high in the tree.

Melody.

 

Now, this musician ... you can call him Cat,

Cat Blow the Horn's Hymn Blue

pullin' the brim down

on a blue hat

playin' things as they are

muted.

A little sound caught in his throat.

Mutated.

Things as they are with a difference,

A difference in everything he does.

 

Oh this Cat, Cat Blow the Horn's Hymn Blue,

Wearin' the blue hat,

Blue hat things as they are,

Blue lips playin' as you hear them now,

Rips through the creamy moon and the midnight

A sound that says,

“It's love.

It's love that's tearin' him apart.”

 

Oh, he's just a guy,

A guy out on the lonely street corner

Wishin' that he could press

To the woman in the window light

The music he would play

If he could catch her

In that impossible note.

 

Play her like Saturn Ring Swing Around Hazy Mars.

Play her at the window three flats up

Moonlight, lake wind, trees in the courtyard swayin',

Potted plants green, summer screens,

Faces of Coltrane, Brown, and Adderley

Mixin' in the sounds of the night

With his own heart rhythms.

 

Oh, this guy, like a big cat climbin'

On a stone ledge walkin'

Thinks. He thinks

That if he could just move his hands

Up from the bottoms of her feet,

Caress her belly,

Kiss her 'til she died.

A blue fire spinnin' from his head blown out.

A flame in his tongue freezin' her

In a measure of time that won't let loose.

 

 

He thinks

This is the holler. This is the moan.

This is the only note I cannot find alone.

So take it. Take from me the creamy moon,

The crazy wind, the midnight.

Take all there is and all there's gonna be.

Take all there is and all there's gonna be.

 

And so one morning she did

 

and in the yellow morning light

 

he found:

 

Her blue lips parted

On his belly cold.

Blue lights spinnin'

In a sky burnt out.

A flame wick in the tree tops

 

Gone cool.

 

 

 

MY FATHER’S COAT

 

I’m wearing my father’s coat.

He has died. I didn’t like him,

But I wear the coat.

 

I’m wearing the coat of my father,

Who is dead. I didn’t like him,

But I wear the coat just the same.

 

A younger man, stopping me on the street,

Has asked,

“Where did you get a coat like that?”

 

I answer that it was my father’s.

Now gone, passed away.

The younger man shuts up.

 

It’s not that I’m trying now

To be proud of my father.

I didn’t like him.

He was a narrow man.

 

There was more of everything he should have done.

More of what he should have tried to understand.

 

The coat fit him well.

It fits me now.

I didn’t love him,

But I wear the coat.

 

Most of us show off to one another

Fashions of who we are.

Sometimes buttoned to the neck.

Sometimes overpriced.

Sometimes surprising even ourselves

In garments we would have never dreamed of wearing.

 

I wear my father’s coat.

And it seems to me

That this is the way the most of us

Make each other’s acquaintance --

In coats we have taken

To be our own.

 

 

 

NIGHTBOUND

 

Push a button.

Flip a switch.

Clocks, timers ready?

Arms and legs, are you ready?

Blind beggars, do you have your jingling cups ready?

 

Okay,

Heeerrrrre heeerrrrrrrrrre heeerrrrrrrrrrrre

They come!

 

The crowd moves from the hot dog stand

To the cheap flower man.

From the shoe-shiner

To the barbeque chicken,

    spit-turnin’-chicken

    chasin’ the backs of heads

           through the tunnels

            that funnel

                        the world

                                   away.

 

Then, from loops, the human heat hangs.

The trainman calls,

“Ninety-ninth!

One-Hundred & Eleventh!

Belmont! Cottage Grove!

Kennsington! Kennsington!”

 

Ten buttons are pushed.

Ten switches are flipped.

Get off. Get on.

Get on. Get off.

Cough. Sneeze. Wheeze. Choke.

 

The train jerks forward.

Folks flop.

An old man spits right on the floor

And says,

 

I remember

When the kids

Would run alongside the tracks

Pumpin’ their arms

Tryin’ for a whistle

            tryin’ for a whistle

                       tryin’ for a whistle …”

 

Whistle! Whistle! Whistle!

 

One hundred million buttons pushed.

Two hundred million switches flipped.

Train men. Brainmen. Engineers.

Gears. Bodies. Broken minds.

 

The wheels whine.

The whistles howl.

The boys snort hoary heave’n’

Run alongside the tracks

             like black sticks animated

                       against an orange red sky.

            like black sticks animated

                       against an orange red sky.

 

Like crooked whisps of smoke.

            crooked whisps of smoke.

 

Nightbound.

It’s over.

 

 

 

 

 

 

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