MAL D'AMORE di Óscar Hahn

08/27/2017

 

Mal d’Amore (Raffaelli, 2016), del poeta cileno Óscar Hahn, è un libro che ha avuto una strana vicissitudine. Ha il suo esordio in Cile nel 1981 pubblicato dalla casa editrice Ganymedes, creata dal poeta ed editore David Turkeltaub, che pubblicava libri spesso in netta opposizione alla censura imposta dalla dittatura di Pinochet. Hahn in quel periodo si trovava in esilio negli Stati Uniti. La raccolta, tuttavia, non sembrava potesse creare problemi: poesie erotiche e d’amore che non avevano alcun contenuto di carattere politico. Invece il libro venne censurato per motivi mai chiariti veramente e il Ministero degli Interni diede l’ordine di ritirare tutte le copie distribuite nelle librerie e distruggerle. Turkeltaub ritirò le copie, ma non le distrusse. Così i libri vennero comprati clandestinamente da molte persone, soprattutto da giovani che apprezzavano la poesia di Hahn.

L’erotismo e l’amore sono il motivo dominante della raccolta, che, come fa osservare Gianni Darconza nella prefazione, si inserisce nella tradizione della poesia d’amore di grandi poeti spagnoli e latinoamericani quali: Gustavo Adolfo Béquer, Pedro Salinas, Luis Ceruda, Pablo Neruda, Octavio Paz, Ernesto Cardenal.

Per Óscar Hahn l’amore è inscindibile dall’erotismo, che è unione tra due corpi. Le poesie sono dedicate ad una donna, la cui identità rimane avvolta nel mistero. E proprio il mistero, unito alla fantasia, all’immaginazione, sono elementi che appartengono alle passioni più intense alimentate dal desiderio di possedere l’oggetto amato. Eros è vita e quindi il poeta ritiene che l’erotismo possa entrare a pieno titolo nella poesia, che è specchio della vita.

Hahn è poeta che prende sempre spunto dal mondo reale, dalle esperienze vissute in prima persona. Emozioni, sentimenti, incontri, che vengono filtrati dalla sensibilità del poeta e e rimangono magari silenti per un certo tempo, ma poi riaffiorano alla coscienza in modo potente, “una provocazione dell’esistenza”, come ha scritto Vittorio Sereni, e si fanno poesia. Così i versi di Hahn riescono a parlare a tutti, arrivano al cuore e alla mente con la forza della parola poetica, catturano la nostra attenzione sin dalla prima lettura e ci fanno pensare. Questo perché il poeta riesce a fondere la dimensione privata con quella pubblica, portando nelle sue poesie anche ciò che quotidianamente viviamo attraverso i mass media.

La critica ha parlato di “realismo fantastico” nell’opera dell’autore, un modo di entrare attraverso la fantasia e l’immaginazione non in un mondo parallelo al reale, ma in un’altra dimensione della realtà. Questa caratteristica non riguarda solo le poesie d’amore, ma anche quelle dove emergono temi costanti nell’opera dell’autore, come per esempio il sogno, la musica, il timore di catastrofi legate a guerre nucleari, l’originale creazione dei “prefantasmi”, presenze immateriali appartenenti alla dimensione oscura della vita prenatale e, nel caso delle poesie di Mal d’Amore, esseri immateriali che sembrano rappresentare il desiderio di unirsi ancora fisicamente all’amata anche se la storia d’amore è finita.

Un’ultima osservazione riguarda la capacità di Hahn di variare toni e stili, di mutare linguaggio in base all’argomento di ogni sua poesia. Così, come ha scritto Gianni Darconza, “possiamo trovare a tratti uno stile medievale, altre volte barocco, in alcuni casi l’autore si avvicina a un linguaggio più aulico e ricercato, mentre in altri l’influsso dei linguaggi popolari della musica e del cinema diventano rilevanti”*.

 

Laura Garavaglia

 

*Dalla prefazione a “Scintillii in uno specchio rotto” di Óscar Hahn,(Raffaelli, 2016), pag.18

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