“Nell’era degli smartphone e dei tablet la poesia trova spazio e stimola la creatività”

03/07/2016

 

Milan Richter è poeta, drammaturgo, saggista e traduttore slovacco. Nato a Bratislava, è stato il primo rappresentante ufficiale dell’Ambasciata Slovacca in Norvegia; dirige una casa editrice, MilaniuM e dal 2013 è presidente del Club of Independent Writers. Ha organizzato il Jan Smrek International Festival.  Ha pubblicato An Angel with Black Feathers (2000) e Secrets Wide Open (2008). Ha tradotto diversi libri e spettacoli teatrali in slovacco ed ha ricevuto il Premio Björnson (2010); inoltre è stato insignito del Norwegian Royal Order of Merit e del Golden Order of Merit per la Repubblica d'Austria.

 

Qual è la situazione della poesia nel Suo Paese?

 

Dal 1930 in Slovacchia abbiamo avuto 3-4 generazioni di eccellenti poeti ma in totale non più di 20-25. Abbiamo avuto poeti surrealisti, poi alcuni che hanno tentato di portare l’individualità, i motivi tragici, i temi religiosi in un comune approccio socialista con la sua visione sociale del mondo in bianco e nero.

Oggi nella poesia slovacca c’è una grande varietà di stili, poetiche, temi, eccetera. Tuttavia poeti amati come Milan Rufus, morto di recente, e quegli autori che hanno 60 o 70 anni, non hanno una vasta cerchia di lettori.

In realtà, non c’è una critica letteraria rilevante per quanto riguarda la poesia, solo alcuni giovani studiosi privi di talento che valutano i poeti e il loro lavoro non in accordo alla qualità o seguendo quanto gli studiosi di altri paesi hanno scritto su di loro, ma solo in base al gruppo di poeti di appartenenza.

È un gran caos e c’è un grande divario tra la mia generazione e quella degli autori di 30 o 40 anni.

 

Pensa che la poesia sia uno strumento per avvicinare culture e religioni diverse?

 

Poesia di chi? Quale? Se buona, eccezionale la poesia, per esempio quella di Tomas Transtromer o diciamo di Rilke, Paul Celan, Vladimir Holan (giusto per menzionare una corrente spirituale della poesia del XX secolo in Europa) può farlo, può unire o almeno avvicinare le culture occidentale e orientale, mentre quella politica, orientata al sociale o anche di protesta radicale (come quella di Ginsberg, Neruda, Eluard, ecc.) non potrebbe conciliare i bisogni e i sogni dei popoli che vivono nei ricchi paesi europei con quelli della gente che vive nelle zone più povere del mondo. La religione è un caso particolare: un poeta ebreo non interesserà mai i lettori musulmani (a causa del terrorismo e della guerra in Medio Oriente) mentre la poesia cristiana o almeno le poesie ispirate ai valori cristiani troverebbero lettori su entrambe le sponde del fiume chiamato religione (a causa della sua missione umanitaria).

 

Il linguaggio oggi si è impoverito: la poesia può ridare valore alla parola?

 

Si, la grande poesia può arricchire il linguaggio ma ha bisogno di lettori. Infatti, solo attraverso i lettori o gli ascoltatori la nobiltà e la bellezza del linguaggio poetico può diffondersi e avere effetto. Quando le mie figlie hanno partecipato alla prima della mia traduzione del Faust di Goethe al Teatro Nazionale Slovacco,mi hanno detto entrambe: “Papà, non sapevamo che tu avessi un vocabolario tanto ricco.”

 

La poesia nel  mondo dei giovani. Quale futuro?

 

La poesia ha avuto un significato e un futuro per migliaia di anni. Anche nell’era degli smartphone e dei tablet mantiene la sua nobiltà e la sua ricchezza di immagini, storie, eventi, metafore. Una poesia può ispirare reazioni positive, creatività ai giovani lettori. Questo è ciò che conta.

 

La poesia sui social network: qualità o spazzatura?

 

La poesia su Internet, Facebook e Twitter è prevalentemente spazzatura. Ognuno vuole mostrare ai suoi amici cosa ha scritto. E gli amici sono abbastanza gentili da non criticare. Ma di tanto in tanto anche i poeti principali pubblicano su Facebook una poesia o due tratta dal loro ultimo libro. Perché no? In questo modo, raggiungeranno un pubblico più numeroso.

 

INTERVIEW with Milan Richter

 

What is the situation of poetry in your country?

 

Since 1930´s there have been at least 3-4 generations of excellent poets in Slovakia but not more than 20-25 in number altogether. We have had surrealistic poets, then those who tried to bring individuality, tragic motives, religious themes into a common socialist approach with its social black-and-white images. Nowadays, in a democratic society, there is a big variety of styles, poetics, themes etc. in the Slovak poetry. Still, beloved poets, such as Milan Rufus, died recently and those authors who are in their 70s and 60s do not have a broad circle of readers. Actually, there is no relevant literary criticism when it comes to poetry, only some quite young and non-talented scholars who evaluate poets and their work not according their quality or according to what scholars in other countries have written about them, but merely according to which group the poets do belong to. It is a real mess and there is a big gap between my generation and that of authors in their 30s and 40s.

 

Do you think that poetry is an instrument to put in contact different cultures and religions?

 

Poetry of whom? Whose poetry? Good, outstanding poetry, e.g. written by Tomas Transtromer or let´s say by Rilke, Paul Celan, Vladimir Holan (just to mention a spiritual line of 20th century poetry in Europe) can do it, can bring together or at least closer cultures of the West and of the East, while political, social-oriented or even radically protest poetry (written e.g. by Ginsberg, Neruda, Eluard etc.) would not be able to unite the needs and dreams of people living in rich European countries with those of people living in poor parts of the world. Religion is a special matter: A Jewish poet would never appeal to Moslim readers (because of the terrorism and war in the Middle East) while Christian poetry or at least poems inspired by virtues of Christianity would find readers on both banks of the river called Religion (because of its human mission).

 

Today the language is becoming impoverished: poetry can give back value to the word?

 

Yes, great poetry can enrich the language but it needs the readers. Because only through readers or listeners the nobleness and beauty of the poetry language can be distributed and implemented. When my daughters attended the premiere of my translation of Goethe´s FAUST in the Slovak National Theatre, they both told me: “Father, we didn´t know that you have such rich vocabulary.”

 

The poetry in the world of young people. Has it a future?

 

Poetry has had a meaning a future in thousands of years. Even in the era of smartphones and tablets it keeps its nobleness and richdom of images, stories, events, metaphors. A poem can inspire young readers to positive reactions, to creativity. And this is what counts.

 

The poetry on social networks: quality or rubbish?

 

Internet poetry, Facebook and Twitter poetry – it is mostly rubbish. Everybody wants to show to his friends what he/she has written. And his/her friends are kind enough not to criticize him/her. But from time to time even leading poets want to put on Facebook a poem or two from their newly published volume of poetry. Why not? Thus they will reach a broader audience

 

 

 

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