Tamer Öncül | Canto III, Inferno



Tamer Öncül

Legge da Cipro Dante in turco. Afferma che Il muro che divide la capitale, Nicosia, è una ferita aperta nel cuore della città e continua aumentare le ostilità tra le due parti. Con altri poeti e scrittori turco ciprioti, si attiva per la riunificazione dell’isola e organizza incontri, laboratori, letture in turco e in greco.


Canto III, Inferno

"Per me si va ne la città dolente,

per me si va ne l’etterno dolore,

per me si va tra la perduta gente.


Giustizia mosse il mio alto fattore:

fecemi la divina podestate,

la somma sapienza e ’l primo amore.


Dinanzi a me non fuor cose create

se non etterne, e io etterno duro.

Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate".


Queste parole di colore oscuro

vid’io scritte al sommo d’una porta;

per ch’io: «Maestro, il senso lor m’è duro».


Ed elli a me, come persona accorta:

«Qui si convien lasciare ogne sospetto;

ogne viltà convien che qui sia morta.


Noi siam venuti al loco ov’i’ t’ho detto

che tu vedrai le genti dolorose

c’hanno perduto il ben de l’intelletto».


E poi che la sua mano a la mia puose

con lieto volto, ond’io mi confortai,

mi mise dentro a le segrete cose.


Quivi sospiri, pianti e alti guai

risonavan per l’aere sanza stelle,

per ch’io al cominciar ne lagrimai.


Commento

Ho avuto nuovamente la possibilità di leggere la Divina Commedia, grazie al vostro significativo evento. Mentre leggo la dodicesima edizione di questa meravigliosa opera, pubblicata nel 2011 a Istanbul da Oğlak Publications, tradotta da Rekin Teksoy, mi ricordo che Dante ha fatto una grande riforma, non solo nella poesia ma anche nella vita sociale.

La Divina Commedia è un'opera d'arte creata dall'amore appassionato di Dante per Beatrice.

I versi, scritti nel Purgatorio XXIV (52-54), ne sono la prova più evidente:

E io a lui: «I’ mi son un che, quando

Amor mi spira, noto, e a quel modo

ch’e’ ditta dentro vo significando».

Questo grande poeta, che è considerato il creatore della lingua italiana, vivrà attraverso le sue poesie finché l'umanità esisterà.

Dante trascorse la maggior parte della sua vita in esilio. Il Canto III dell'Inferno (di cui ho letto la traduzione turca) è una delle parti migliori dell'opera di Dante, che racconta l'epopea del viaggio fantastico verso "l'altro mondo".

L'Inferno, che è la parte più impressionante, è descritto dalla notevole ricchezza di immagini, che ricordano l'arte del cinema. In un certo senso, ci riporta la violenza e la malvagità che sarebbero state vissute 700 anni dopo.


“Buradan gidilir acılar kentine,

buradan gidilir bitmek bilmeyen acıya,

buradan gidilir yitmiş insanlar arasına.

Adalet yol gösterdi ulu rabbime,

kutsal güç, yüce bilgelik,

ilk sevgi yarattı beni.


Benden önce her şey sonsuzdu;

sonsuza dek süreceğim ben de.

İçeri girenler, dışarıda bırakın her umudu.”


Bir kapının üstünde koyu rankle

yazılı bu sözleri görünce:

“Usta” dedim, “beni ürkütüyor bu sözlerin anlamı.”


O, içimden geçenleri anlamıştı:

“Burada her türlü korkuyu bırakmalı,

ödlekliğin kökünü kazımalı.


Sana söylediğim yerdeyiz şimdi,

akıl hâzinelerini yitirdikleri için

acı çekenleri göreceksin.”


Sonra eliyle tutup elimi, gülümseyerek yüreklendirdi,

gizlerin içine soktu beni.


Burada ağlamalar, inlemeler, yakınmalar

uğulduyordu yıldızsız gökte,

gözlerimden yaşlar boşandı benim de



I have once again had the chance to read the Divine Comedy, thanks to your meaningful event.


While I am reading the twelfth edition of this marvelous work, published in 2011 in İstanbul by Oğlak Publications, translated by Rekin Teksoy, I remember that Dante made a big reform, not only in poetry but also in social life.

The Divine Comedy is a work of art created from the passionate love for Beatrice by Dante.


Lines, written in Purgatory XXIV(52), are the most clear evidence of this:


“I said: I am that person, when

love inspires, I take the pen and convey

what she scribes to my heart.”


This great poet, who is considered to be the creator of the Italian language, will live through his poems as long as humanity exists.

Dante spent most of his life in exile. Hell Canto III (which I read its Turkish translation ) , is one of the best parts of Dante’s work, telling the epic story of the fantastic journey to “ the Other World”.

The Hell, which is the most impressive part, is described by the remarkable richness of images , recalling the art of motion pictures. In a way, it reports us the violence and the villainy that would be experienced 700 years later.


9 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti