Jüri Talvet | Canto III, Inferno



Jüri Talvet

È stato professore di Letterature comparate all’Università di Tartu, in Estonia ed è anche traduttore. È invitato a numerosi Festival di letteratura nel mondo ed è tradotto in una decina di lingue. Nei suoi saggi sottolinea l’importanza del dialogo tra filosofia, arte e letteratura dei vari Paesi del mondo, conservando però sempre le peculiarità individuali e nazionali.


CANTO III, INFERNO (1-9)


"Per me si va ne la città dolente,

per me si va ne l’etterno dolore,

per me si va tra la perduta gente.


Giustizia mosse il mio alto fattore:

fecemi la divina podestate,

la somma sapienza e ’l primo amore.


Dinanzi a me non fuor cose create

se non etterne, e io etterno duro.

Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate".


Commento

Nella Divina Commedia Dante Alighieri ha profeticamente previsto le caratteristiche principali, il destino e gli obiettivi dell'esistenza umana. Anche se sono trascorsi 700 anni dalla morte di Dante, nulla è cambiato in questo mondo. Ogni singolo individuo affronta i limiti della vita, la morte e deve prendere prima o poi le sue ultime decisioni morali cruciali. Come guida nel suo viaggio nell'aldilà (che simboleggia il percorso di vita di ognuno) Dante scelse il poeta romano Virgilio e il suo vero amore per Beatrice, una giovane donna che incarna tutte le virtù fondamentali. L'obiettivo sarebbe la ricerca della perfezione. La maggior parte degli esseri umani non è libera dai peccati, perciò le famose parole sull'ingresso dell'Inferno "Lasciate ogni speranza, voi ch'entrate" dovrebbero rendere ogni singola anima consapevole dei vizi e del male che penetrano nel profondo dell'esistenza del mondo e non possono essere redenti. Gli stessi vizi si sono rivelati soprattutto in alcuni punti critici della storia, come le guerre mondiali o l'attuale pandemia universale. Dante non ha scelto Aristotele o Platone (filosofi) come sua guida, anche se li rispettava. Non ha scelto come guide nemmeno Anassagora o Talete (scienziati), anche se ha ammesso che le loro idee potevano avere un senso pratico per organizzare il mondo che ci circonda. Non credo che Dante Alighieri potesse essere tra gli adoratori della scienza, che ai nostri giorni ha la pretesa di sostituire la religione. Dante non scelse come sua guida nessun santo o papa cristiano, né tantomeno i politici. Le guide di Dante erano invece i più grandi poeti. Lui stesso divenne una delle più sagge guide morali di sempre per l'umanità e la sua cultura. Nella Divina Commedia di Dante, la filosofia è inseparabile dall'estetica (sensi e sensibilità). La speranza di redenzione dell'umanità nella visione di Dante sarebbe il suo tendere alla perfezione creativa, sempre ispirata dall'amore e dalla bellezza (come incarnata dalla Vergine Maria e da Beatrice, cioè da giovani donne virtuose) e dall'onestà, bontà e verità essenziali, prendendosi cura dell'Altro, simboleggiato da Dio.


Jüri Talvet Tartu, 4 Marzo 2021


In estone, traduzione di Harald Rajamets (1924-2007)


"Siitkaudu pääseb kannatuste linna,

siitkaudu pääseb igavesse piina,

siitkaudu pääseb hukkunute hulka.


Mu kõrge Looja ajend oli õiglus,

mind rajanud on Jumala kõikvõimsus,

ta esimene arm ja ülim tarkus.


Mind igavesse olemisse seati,

ma olen esimene loodud asi.

Kõik lootus jätke, astudes siit sisse."


COMMENT In his Commedia Dante Alighieri prophetically envisaged the main features, destiny and goals of human existence. Though 700 years have lapsed since Dante's death, nothing has changed in this world. Every single individual faces life's limits, death, and has to take sooner or later his/her final crucial moral decisions. For his guide in his journey in the otherworld (symbolizing every one's life-path) the Italian Dante chose the Roman poet Virgil and his true love for Beatrice, a young woman embodying all basic virtues. The goal would be a search for perfection. Most humans are not free from sins, therefore, the famous letters on the Hell's entrance "Lasciate ogni speranza, voi ch'entrate" should make every single soul aware of the vices and the evil that penetrate deep in the world's existence and cannot be redeemed. The same vices have been above all revealed at some critical points of posterior history, such as world wars or the present-day universal pandemic. Dante did not choose Aristotle or Plato (philosophers) for his guide, though he respected them. He did not choose for his guides Anaxagoras or Thales (scientists) either, though he admitted that their ideas could make practical sense for arranging the world's household. I don't believe Dante Alighieri could have been among the worshiper of science, that in our days has the pretense to replace religion. Dante did not choose for his guide any Christian saint or pope either, let alone politicians. Instead, Dante's guides were the greatest poets. He himself became one of the wisest ever moral guides for humankind and its culture. In Dante's Commedia, philosophy is inseparable from aesthetics (senses and sensibility). Humankind's hope for redemption in Dante's vision would be its strive for creative perfection, ever inspired by love and beauty (as embodied by Virgin Mary and Beatrice, that is, virtuous young women) and essential honesty, goodness and truth, caring for Other, symbolized by God.


Jüri Talvet Tartu, March 4, 2021


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